La
Valle Camonica è il territorio del popolo camuno
a cui si deve un patrimonio di graffiti rupestri unico
al mondo.
La Valle Camonica si snoda per un'ottantina di km fino
al centro dell'arco alpino, insinuandosi fra il Parco
nazionale dello Stelvio e quello regionale dell'Adamello.
La Valle Camonica è abitata sino dalla fine del
Paleolitico da gruppi di cacciatori, dal Neolitico in
poi è la zona del popolo camuno e succesivamente
subisce influenze etrusche, celtiche e la conquista romana
a partire dal 16 a.C. Dopo la dominazione longobarda,
nel 774 Carlo Magno cede la Valle Camonica ai monaci di
tours. Nel tardo Medioevo la valle viene contesa nelle
rivalità tra Bergamo e Brescia e tra Impero e Chiesa.
Dal 1426 la Valle Camonica passa sotto il governo della
Repubblica Veneziana fino al 1796, successivamente fa
parte della Repubblica Cisalpina, poi subisce il dominio
austriaco e infine nel 1861 viene annessa al Regno d'Italia.
Le incisioni rupestri della Valle Camonica
Depositaria
e testimone di questo lungo passato è la pietra,
che da sempre ha affascinato e ispirato di abitanti della
Valle Camonica. Così i primi cacciatori che sul
finire del Paleolitico si avventurarono in queste lande
iniziarono a scolpire sulla roccia gli animali selvaggi
del loro mondo.
Le incisioni rupestri sono presenti un po' in tutta la
valle, ma la maggiore concentrazione si trova alle pendici
di due montagne che dominano la Valle Camonica: il Pizzo
Badile e la Concarena.
Ai loro piedi, nel Parco nazionale di Naquane a Capo di
Ponte e nella Riserva regionale di Ceto, Paspato e cimbergo,
le figure incise sono migliaia.
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